mercoledì, 22 luglio 2026

IL MERCATO DEI FERTILIZZANTI SI PUÒ DIVIDERE IN TRE GRANDI COMPARTI

MINERALI

I concimi minerali, con una quota del 60% della totalità dei concimi utilizzati in Italia (dati ISTAT, 2023), sono tra quelli più largamente diffusi. 
Questi sono prodotti sintetizzati a partire dal metano (produzione di ammoniaca, urea, acido nitrico e nitrato ammonico), dall’acido solforico e dalle rocce fosfatiche e dai sali di potassio. Sono prodotti semplici quando è presente un solo elemento principale, sono prodotti composti (da miscela fisica o da reazione) quando contengono 2 o 3 elementi principali.

A BASE ORGANICA

Ne fanno parte:

  • I concimi organici: i processi produttivi che li caratterizzano sono riconducibili più a dei processi biochimici che non a delle vere proprie reazioni di sintesi. La stabilizzazione della sostanza organica naturale (di origine animale o vegetale) è la condizione essenziale per far sì che i nutrienti contenuti in questi prodotti si rendano disponibili al meglio per le colture. 
  • I concimi organo-minerali: sono ottenuti mediante reazione o compattazione dei concimi minerali con le matrici organiche per creare un’azione sinergica che mira a combinare l’azione nutriente delle piante con la migliore prestazione ambientale.
  • Gli ammendanti, i correttivi e i substrati sono prodotti fertilizzanti destinati a migliorare le proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo e a fornire un ambiente ottimale per la crescita e lo sviluppo delle piante. Si possono annoverare in questo gruppo tutti quei materiali di recupero (come le sostanze organiche secondarie o i sottoprodotti organici - i compost) che dal punto di vista produttivo sono considerati più simili a dei processi biologici che non a dei processi chimici veri e propri.


SPECIALISTICI

I cosiddetti fertilizzanti "specialistici" sono prodotti ad elevato contenuto tecnologico, formulati per rispondere a specifiche esigenze nutrizionali delle colture nelle diverse fasi di sviluppo, migliorando l'efficienza d'uso dei nutrienti ovvero la loro ottimizzazione d'uso per massimizzare le prestazioni agronomiche.

Fanno parte di questa categoria diverse soluzioni industriali, quali ad esempio gli inibitori, i fertilizzanti a rilascio controllato, gli idrosolubili e i biostimolanti.

Quest'ultimi sono una categoria in forte espansione ed il loro ruolo è quello di stimolare i processi nutrizionali delle piante, con l'obiettivo di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta o della rizosfera della pianta:

  • tolleranza allo stress abiotico;
  • efficienza dell’uso dei nutrienti;
  • disponibilità di nutrienti confinati nel suolo o nella rizosfera;
  • caratteristiche qualitative;

Si tratta di prodotti a comportamento altamente differenziato tra loro nelle rispettive categorie, ciascuna finalizzata all’ottenimento di determinate prestazioni. Le tecnologie applicate, anche qui di ordine sia chimico che biochimico/enzimatico, sono peculiari per questo settore, che richiede un alto grado di tecnologia e di specializzazione.